Provano a comprare un’auto pagandola con l’acqua. Quanto vale davvero l’oro blu?

FORNOLI (Bagni di Lucca) – Sono circa le undici e mezzo del mattino di venerdì 23 aprile. Piove. Una ciurma di bambini, due per ombrello, si dirige verso la concessionaria auto Lucchesi.  Una bimba porta una tanica di plastica da cinque litri, piena d’acqua. Entrano in concessionaria e chiedono del venditore: vogliono comprare una macchina. Possono spendere 27.500 euro e quel BMW nero lì fuori sarebbe interessante. Quanto costa? 25.500 euro. Bene, si può fare, ci avanzano perfino 2000 euro. Lasciamo un acconto, allora: la tanica. La tanica? Sì, la tanica, l’acqua. I 27.500 euro che noi abbiamo, li abbiamo calcolati considerando il risparmio di ognuna delle nostre famiglie se rinuncia a comprare acqua per alcuni mesi. Dunque questi 27.500 euro li abbiamo di acqua. Te li diamo in acqua.  La vuoi? Ce la dai una macchina per 25.500 di acqua?

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Lavatevi le mani!

Che abbiamo detto l’altra volta?”, chiede l’uomo con il microfono. “Lavatevi le mani!”, urlano in coro 200 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Sono seduti ai bordi del prato in una piazzetta di Amparatanana, un villaggio della costa orientale del Madagascar. Stanno assistendo a uno spettacolo di burattini che insegna ai bambini a usare i gabinetti, a mantenere l’acqua pulita e, soprattutto, a lavarsi le mani. Quando il burattino Lindo rimprovera il burattino Zozzone per le sue cattive abitudini, i ragazzi urlano insieme a lui. E quando Zozzone torna a casa dalla moglie tenendosi la pancia in preda ai dolori della diarrea, ridono a crepapelle. Questo teatrino è una delle iniziative locali previste dal progetto internazionale Wash, avviato in Madagascar subito dopo lo scoppio di un’epidemia di colera all’inizio del 2000.

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L’acqua sfida del secolo

Non esagerano quelli che definiscono la scarsità d’acqua la sfida del secolo. Un recente dibattito in Australia sulla proposta di riciclare le acque reflue in acqua potabile, il lento prosciugamento di enormi bacini idrografici, come il Lago Ciad in Africa o il lago Aral in Asia, i milioni di persone che lottano ogni giorno per coltivare la terra in regioni colpite dalla siccità in Asia, Africa ed America latina, sono tutti segnali della necessità irrimandabile di preservare e fare un uso più produttivo delle risorse idriche del pianeta. Il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua di quest’anno (22 marzo) “Fronteggiare la scarsità d’acqua” è più di un semplice invito a focalizzare l’attenzione su questa questione. Vuole essere una chiara e categorica chiamata all’azione.

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