Provano a comprare un’auto pagandola con l’acqua. Quanto vale davvero l’oro blu?

FORNOLI (Bagni di Lucca) – Sono circa le undici e mezzo del mattino di venerdì 23 aprile. Piove. Una ciurma di bambini, due per ombrello, si dirige verso la concessionaria auto Lucchesi.  Una bimba porta una tanica di plastica da cinque litri, piena d’acqua. Entrano in concessionaria e chiedono del venditore: vogliono comprare una macchina. Possono spendere 27.500 euro e quel BMW nero lì fuori sarebbe interessante. Quanto costa? 25.500 euro. Bene, si può fare, ci avanzano perfino 2000 euro. Lasciamo un acconto, allora: la tanica. La tanica? Sì, la tanica, l’acqua. I 27.500 euro che noi abbiamo, li abbiamo calcolati considerando il risparmio di ognuna delle nostre famiglie se rinuncia a comprare acqua per alcuni mesi. Dunque questi 27.500 euro li abbiamo di acqua. Te li diamo in acqua.  La vuoi? Ce la dai una macchina per 25.500 di acqua?

Il gruppo di strani acquirenti è composto dai bambini della classe IV della scuola elementare di Fornoli, accompagnati dalle maestre Manuela e Sofia: l’uscita alla concessionaria è una tappa del percorso didattico-teatrale sul valore dell’acqua che stanno seguendo.  Con loro ci sono anche Dimitri Galli Rohl, regista teatrale, e Manuel Gozio, uno dei fondatori dell’Associazione di Promozione Sociale Mangwana.

Mangwana è un’associazione lucchese che sta attualmente operando con progetti in Madagascar, primariamente per garantire l’accesso all’acqua potabile e la sua distribuzione, che prevedono la formazione di comitati dell’acqua locali, titolari della gestione e dello sviluppo autonomo dei progetti.  Le attività dell’associazione in Italia, inoltre, sono rivolte alla creazione di percorsi  formativi rivolti ai giovani, per sviluppare il loro interesse verso temi di rilevanza sociale ed economica (quali appunto quello del valore e della gestione dell’acqua) sui quali si fa fatica ad ottenere dai normali mezzi di comunicazione informazioni chiare e libere da strumentalizzazioni politiche. Il lavoro con i bambini della scuola di Fornoli è uno di questi percorsi.

Come si è conclusa la trattativa dal concessionario?  Il concessionario ha rifiutato l’offerta. Ma ha aggiunto: se fossi in Africa, forse, la macchina in cambio di acqua ve la lascerei. E perché qui no? Qui io lavoro, vendendo macchine prendo i soldi e l’acqua me la posso comprare. Ma invece di comprarla, non potresti usare quella che ti diamo noi? Nessuno dei bambini, chiaramente, credeva che avrebbero potuto acquistare una macchina pagandola in acqua. Ma bisognava pur provare. In fondo, se l’acqua a noi ce la vendono, se vale dei soldi, se è una ricchezza, perché noi non riusciamo a usare il suo valore per comprarci qualcosa?

Ma non c’è tempo di stare a discutere. Tra poco è orario di mensa e bisogna fare un paio di telefonate, prima:  questa faccenda del costo dell’acqua va approfondita. Si prende l’elenco e si telefona a Gaia, la società che gestisce il servizio idrico: quanto costa l’acqua al litro? Non si fa a litri, dicono, si fa a metri cubi: costa 0,50 euro al metro cubo.  Suona la campanella. Si telefonerà più tardi ad aziende che l’acqua la imbottigliano per sapere quanto costa a loro, e confrontarla con quando costa a noi sullo scaffale. Il percorso non è finito, le informazioni da acquisire e le riflessioni da fare sono ancora molte.

Grazie a questo laboratorio dell’associazione Mangwana, da diversi mesi i bambini affrontano il tema dell’acqua e della sua gestione: da dove viene l’acqua? Dove va? Perché qualcuno ce l’ha e qualcuno no? Come si fa ad averla pulita? Come ce la portano, da dove passa, quanto cammina in bottiglie sulle strade, quanti tubi percorre, che differenza c’è tra quella del rubinetto e quella in bottiglia, quanto e perché costa farla muovere e farla arrivare dove serve? L’acqua è un’inesauribile fonte di domande e la sua gestione è un’urgenza che ci tocca da vicino: esperienze come questa permettono alla scuola di agganciare le capacità intellettuali e critiche dei bambini a problemi reali e ad acuire la loro voglia di ricercare e di capirne di più in autonomia.  L’esito del percorso didattico per questi bambini culminerà in “ACQUASTANCA” (per la rassegna “Il teatro della scuola”), un momento performativo che userà il teatro come spazio di dialogo e condivisione di esperienze e si svolgerà giovedì 13 maggio 2010 al teatro di Bagni di Lucca, ore 21. [www.loschermo.it]

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