Il 12 giugno è la Giornata mondiale contro il lavoro minorile

La Giornata è nata per contrastare il lavoro minorile, fenomeno che, in alcuni dei paesi più poveri del mondo, affligge un bambino su quattro.

Privare un bambino della sua infanzia, rischiando di compromettere irrimediabilmente il suo futuro, è tra le crudeltà più grandi che si possano commettere. Il fenomeno del lavoro minorile però è ben lontano dall’essere sconfitto, in tutto il mondo sono infatti almeno 218 milioni i bambini e gli adolescenti costretti a lavorare, spesso svolgendo lavori pericolosi.

Secondo i dati dell’ILO, nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro pericoloso, come il lavoro in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi © Chris McGrath/Getty Images

Il lavoro minorile nel mondo

Il lavoro minorile rappresenta nella maggior parte dei casi una sorta di compensazione del reddito familiare a cui le famiglie ricorrono spesso in situazioni di difficoltà. È concentrato soprattutto nelle aree più povere del pianeta, l’Africa subsahariana detiene il triste record di minori sfruttati, il nostro Paese non è però immune da questo problema.

Il lavoro minorile in Italia

Sarebbero circa 340mila i minori sotto i sedici anni costretti a lavorare in Italia, spesso ai limiti dello sfruttamento. “Il picco di lavoro minorile si registra fra gli adolescenti nell’età di passaggio dalla scuola media alla superiore – ha spiegato Raffaella Milano di Save the Children – che vede in Italia uno dei tassi di dispersione scolastica più elevati d’Europa e pari al 18,2 per cento”.

Tra le peggiori forme di lavoro minorile rientra anche il lavoro di strada, ovvero l’impiego di tutti qui bambini che, visibili nelle metropoli asiatiche, latino-americane e africane, cercano di sopravvivere raccogliendo rifiuti da riciclare o vendendo cibo e bevande © Omar Havana/Getty Images

No al lavoro minorile

Il 12 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, istituita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) il 12 giugno 2002. L’obiettivo della giornata è quello di fare luce sulla piaga del lavoro minorile, evidenziando la necessità di debellare qualsiasi forma di sfruttamento economico nei confronti dei bambini.

L’importanza dell’istruzione

Nelle passate edizioni si è cercato di enfatizzare l’importanza dell’istruzione, determinante per accedere ad un lavoro dignitoso in età più adulta. È stato dimostrato che consentire l’accesso scolastico alle ragazze è tra i migliori investimenti che un paese possa fare per il proprio sviluppo, sono invece proprio le femmine ad essere mandate a lavorare per prime in caso di crisi. Per invertire questa tendenza l’Organizzazione Internazionale del Lavoro chiede che venga fornita un’istruzione di qualità a tutti i bambini, quantomeno quella obbligatoria, e che vengano migliorate e rese più efficaci le politiche nazionali in materia di lavoro minorile e istruzione.

L’istruzione di qualità è fondamentale per lottare efficacemente contro il lavoro minorile © Sean Gallup/Getty Images

Per una generazione sicura e sana

L’edizione del 2018 della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, insieme alla Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, celebratasi lo scorso 28 aprile, evidenzia l’urgenza globale di migliorare la sicurezza e la salute dei giovani lavoratori e di porre fine al lavoro minorile. Lo scopo di questa campagna congiunta è di accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che prevedono, tra gli altri, di garantire ambienti di lavoro sicuri per tutti i lavoratori entro il 2030 e di porre fine a tutte le forme di lavoro minorile entro il 2025.

[Lorenzo Brenna, LIFEGATE]

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