Quali sono costi e benefici della tecnologia 5G?

Una nuova tecnologia che cambierà le nostre vite è in arrivo: si chiama 5G. Ma prima di essere “inondati”, è meglio capire seriamente se ci possono essere rischi per la nostra salute e quella dell’ambiente.

Le compagnie di telecomunicazioni di tutto il mondo sono in procinto di implementare la rete wireless di quinta generazione (5G) entro i prossimi due anni. Questa innovazione è destinata a rappresentare su scala globale un cambiamento sociale senza precedenti. Avremo case “intelligenti”, imprese “intelligenti”, autostrade “intelligenti”, città “intelligenti” e auto “intelligenti” a guida autonoma. Praticamente tutto ciò che possediamo o acquistiamo, dai frigoriferi alle lavatrici, dal riscaldamento all’aria condizionata, dai cartoni per il latte alle spazzole per i capelli; dai giocattoli ai pannolini per bambini, conterrà antenne e microchip e sarà connesso, in modalità wireless, a internet. Ogni persona sulla Terra avrà accesso immediato alle comunicazioni wireless ad altissima velocità e a bassa latenza da qualsiasi punto del pianeta, anche nelle foreste pluviali, nel mezzo dell’oceano e nell’Antartico. Ma noi cittadini abbiamo davvero bisogno di questa rivoluzione tecnologica?Ciò che non è sufficientemente conosciuto è il fatto che l’innovazione 5G comporterà anche cambiamenti ambientali su scala globale senza precedenti. Al momento attuale è impossibile prevedere quale sarà la densità delle installazioni che verranno richieste per i trasmettitori di radiofrequenze di tipo millimetrico, con lunghezze d’onda simili a quelle attuali ma a frequenze più elevate, per ora mai studiate. Secondo le stime si prevede che oltre a milioni di nuove stazioni radiobase 5G sul pianeta Terra, 20mila nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti, faranno parte dell’internet delle cose” (in inglese internet of things, Iot) entro il 2020, e un trilione di oggetti di vario tipo verranno connessi a internet solo pochi anni dopo.

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Biodiversity offsetting: la compensazione impossibile che distrugge lo stesso la Terra

Si può distruggere impunemente una porzione di foresta in Namibia per sfruttare i giacimenti di uranio presenti nel sottosuolo boschivo? Oppure sventrare alcune montagne della Transilvania per dare vita alla miniera d’oro a cielo aperto più grande d’ Europa? Secondo la teoria del biodiversity offsetting, tutto ciò è non solo ipoteticamente possibile, ma perfettamente ammissibile e assolutamente legittimo, a condizione di “compensare” il danno ambientale ricreando un ecosistema con le stesse caratteristiche e la stessa diversità biologica in un altro punto del globo. Proprio così. Avete letto bene.

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Cos’è il land grabbing e come è stato usato in Madagascar

Il land grabbing è un fenomeno economico impetuoso, esploso nel 2008, che ha dato vita a un flusso di investimenti e di capitali – soprattutto provenienti da paesi sviluppati o emergenti – finalizzato all’accaparramento di terreni agricoli nelle regioni del sud del mondo. L’obiettivo di queste acquisizioni massicce, soprattutto in Africa, Asia e America Latina, è l’acquisizione di terreni per lo sviluppo di monocolture. Gli autori, i mandanti possono essere i governi di altri stati, i consigli di amministrazione di grandi aziende o investitori privati. Per molti si tratta di una minaccia alla sovranità dei paesi in via di sviluppo e alla sopravvivenza delle comunità locali che da secoli vi abitano. Non è un caso, dunque, se il land grabbing è stato definito una nuova forma di colonialismo, secondo alcuni esperti.

La nuova spartizione dell’Africa e il ruolo della Banca Mondiale

Sette anni fa la Banca Mondiale, l’istituto internazionale nato per distribuire aiuti economici agli stati in difficoltà, ha adottato una politica agricola basata sul libero scambio che ha tolto qualsiasi limite all’acquisto di terre appartenenti ai paesi del sud del mondo.

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Il nostro clima – Un effetto a sorpresa

“Paradossalmente l’umanità è riuscita finora, almeno in parte, a contenere il cambiamento climatico grazie all’inquinamento atmosferico”, scrive Bjørn Hallvard Samset del Center for international climate research di Oslo, sulla rivista Science. Il riscaldamento globale è infatti influenzato da due fattori. Da un lato l’alta concentrazione di gas a effetto serra, dovuta all’uso dei combustibili fossili, intrappola il calore e fa aumentare le temperature medie globali. Dall’altro l’emissione di particelle di aerosol atmosferico, che costituiscono una parte consistente dell’inquinamento, agisce come uno schermo verso la luce solare e causa quindi un raffreddamento. L’effetto netto dei due fattori è stato un riscaldamento globale di circa un grado centigrado dal 1880 a oggi. È però difficile stabilire esattamente quale contributo abbiano avuto separatamente i gas a effetto serra e le particelle inquinanti, anche perché l’inquinamento atmosferico tende ad avere effetti locali. Sappiamo che per combattere il cambiamento climatico bisogna ridurre le emissioni di gas serra attraverso l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, che avrebbe anche effetti positivi sulla salute delle persone che vivono nelle zone più inquinate. Ma allo stesso tempo il superamento del carbone e del petrolio potrebbe anche ridurre la portata del raffreddamento atmosferico, rendendo più difficile aggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

Aumenta la fame

Le persone che hanno sofferto la fame nel 2016 sono 815 milioni, l’11% della popolazione mondiale, scrive New Scientist. Eppure la produzione di cibo sarebbe sufficiente a nutrire tutti gli abitanti del pianeta. La situazione si sta aggravando: nel 2015 le persone che non avevano cibo a sufficienza erano 777 milioni, il 10,6% del totale. È la prima volta dal 2003 che si registra un aumento delle persone malnutrite. Le cifre sono contenute in un rapporto sulla sicurezza alimentare presentato dalla Fao. Secondo l’organizzazione, le cause principali dell’aumento sono i conflitti e il cambiamento climatico, che ha moltiplicato siccità e alluvioni, con conseguenze devastanti in paesi fragili come Afghanistan, Iraq, Yemen e Sud Sudan. Inoltre, il fenomeno climatico del Niño ha peggiorato la situazione in Somalia, Siria, Sudan, RDC e Burundi. Secondo il rapporto, bisogna potenziare la sicurezza alimentare stimolando la produzione di cibo a livello locale, aumentando la resistenza dell’agricoltura agli shock e mettendo da parte riserve di cibo per le emergenze. Ma i conlitti e il cambiamento climatico non sono gli unici problemi. Le proiezioni demografiche prevedono infatti un rapido aumento della popolazione mondiale, che potrebbe raggiungere i dieci miliardi nel 2050. In quel caso per soddisfare il fabbisogno alimentare bisognerebbe aumentare la produzione almeno del 50%. [New Scientist/Internazionale 1223]

Come sposarsi in modo ecologico

Sposarsi può anche essere una bella esperienza. Io e mia moglie Sheba abbiamo celebrato le nozze all’aperto, nel Dorset. Lei voleva sposarsi con il tradizionale abito bianco immacolato stile meringa. Ma le ho ricordato che il poliestere con cui sono fatti molti abiti da sposa è un prodotto dell’industria petrolchimica e non è biodegradabile, mentre per poter dipanare la seta dai bozzoli, i bachi sono praticamente bolliti vivi o fatti fuori con scariche elettriche. Le ho spiegato in tutta franchezza che non avrei mai potuto sposare una donna disposta a indossare un abito fabbricato torturando poveri vermi innocenti. Per fortuna ha accettato di venirmi incontro. Così si è presentata alla cerimonia con un abito bianco fatto di fibre naturali di bambù. Lo hanno fabbricato i meravigliosi sarti della boutique bamboosa.com, secondo cui il bambù è la “risorsa più sostenibile esistente in natura, perchè si coltiva senza usare pesticidi o altre sostanze chimiche ed è biodegradabile al 100%”. Dopo la cerimonia, lo abbiamo riciclato inviandolo – via nave – a un rifugio di panda nella Cina occidentale, dove è stato servito come cena al panda Ziyi e ai suoi quattro cuccioli. Al posto del riso o dei coriandoli io e mia moglie abbiamo usato semi di acero montano. Bouquet e addobbi floreali erano fatti con semplici ciuffi d’erba intrecciati e annodati con fili di paglia. Dopo la cerimonia, abbiamo rispettato il rituale lancio del bouquet un po’ a modo nostro, e abbiamo depositato il mazzolino nuziale sul mucchio della “composta” di un amico. Mescolandosi agli altri rifiuti organici si decomporrà fino a formare un ottimo concime naturale. Ogni anno in Gran Bretagna si celebrano 300mila matrimoni: circa 100mila abiti da sposo e da sposa sono importati dall’estero e sono responsabili dell’emissione di 140 tonnellate di CO2. L’organizzazione non governativa Climate Care ha calcolato che in media ogni matrimonio comporta l’emissione di circa 14,5 tonnellate di CO2. Il che equivale a emettere in un solo giorno più anidride carbonica di quanta ne produca mediamente un individuo in un anno intero. Gli abiti, lo spostamento di amici e parenti, i preparativi e il banchetto esigono tutti il loro pesante tributo dal pianeta. Ma esistono anche modi piè ecologici per sposarsi. Per esempio invece di regalare alla vostra futura sposa un costoso anello con un diamante estratto dalle miniere africane, compratele un gioiello in metallo con un diamante sintetico. In gioiellerie ecologiche come greenkarat.com ci sono delle pietre bellissime. Per le fedi potete scegliere un’alternativa ancora migliore. Fatele fare in pietra o in legno: se per caso il matrimonio dovesse finire potrete sempre riciclarle. Infine, la parte meno ecologica dei matromoni tradizionali è il viaggio di nozze. I voli aerei sono tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici che ci stanno portando verso un futuro di alluvioni, siccità e calure estive insostenibili. [Ethan Greenhart – Spiked]

Wikileaks, gli OGM e le leggi ‘politicamente modificate’

Wikileaks ha recentemente rivelato che nel 2003 l’ex ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno era in procinto di varare un decreto legge che limitasse fortemente l’uso di OGM. Per fermare l’iniziativa sono intervenuti l’ambasciatore americano Mel Sembler, Gianni Letta e ‘addirittura’ il primo ministro Berlusconi.

Negli ultimi giorni Wikileaks ha diffuso nuovi dispacci che prendono di mira il governo italiano, rivelando scottanti conversazioni in cui i protagonisti sono i vecchi ambasciatori americani in Italia Ronald Spogli e Mel Sembler e gli obiettivi diversi rappresentanti della classe politica italiana, manco a dirlo con Berlusconi in testa.

Credo che sia superfluo soffermarsi sulle stoccate riservate al primo ministro: sarebbe poco più che un esercizio retorico che andrebbe a sommarsi alle già troppo numerose levate di scudi costituite dai gossip, i pettegolezzi, le accuse e le mobilitazioni contro il capofila dei politici nostrani. Al di là della dubbia moralità del personaggio in questione, ritengo che l’unico vero effetto di questo tiro al bersaglio sia il grave impoverimento dei contenuti del dibattito politico e la perdita di interesse per gli argomenti realmente importanti che dovrebbero essere in cima all’agenda delle priorità.

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Rigeneriamo i PC

Nel 2009 la spesa degli italiani per i prodotti informatici è stata, secondo l’Osservatorio Findomestic, pari a 1,39 milioni di euro, a fronte di una vita media di un PC sempre più breve. Se nel 1997 l’aspettativa di vita media per un pc era di sei anni, nel 2004 è scesa a 3 anni e diventerà di solo un anno nel 2014, con conseguente aumento dei rifiuti elettronici: nel 2009 sono stati 193 milioni di chili. Rigeneriamoci (www.rigeneriamoci.com) è una start-up nata nel 2007 la cui missione è riportare a nuova vita i computer aziendali dismessi, stampanti, consumabili, server e apparati di rete puntando su qualità ed efficienza del servizio, per ridurre l’ewaste e favorire la sostenibilità. Li pulisce esteticamente e nell’hardware, aggiorna il software e li vende a prezzi che variano da 100 a 270 euro.

Acqua: ecco i comuni in cui non è potabile.

L’Unione europea ha bloccato l’ennesimo tentativo dell’Italia di rimandare l’applicazione dei limiti di arsenico contenuti nell’acqua di rubinetto fissati dalla UE per poterla definire potabile. La motivazione è stata che gli alti limiti di questa sostanza possono favorire l’insorgenza di gravi malattie come il tumore.

Bruxelles vuole che l’Italia proceda con le ordinanze per rendere non potabile l’acqua in 128 comuni della penisola, in quanto i limiti superano i 10 microgrammi per litro fissati dalla UE (in alcuni casi si arriva anche a 50 microgrammi).

In un documento di 66 pagine indirizzato all’Italia, la commissione ricorda che, in merito alla richiesta di ultetiore proroga da parte dell’Italia del 10 Febbraio scorso, la risposta è no, e allega l’elenco dei comuni che devono fermare la fornitura o correre ai ripari a causa delle alte concentrazioni di arsenico nei propri rubinetti.

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Povertà e fame, alle Nazioni Unite l’Italia si impegna poco e male.

Siamo gli unici a non aver pagato i soldi promessi per l’Aids. Le Nazioni Unite hanno chiesto ai paesi ricchi di stanziare lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo in finanziamenti per lo sviluppo del terzo mondo. Roma ha stanziato soltanto lo 0,16%

NEW YORK – Una tassa sulle transazioni finanziarie, per combattere la povertà. Questa è la proposta che il presidente francese Nicolas Sarkozy ha rilanciato ieri all’Onu. Non è stata l’unica idea di cui si è discusso, e non è detto che riceverà consensi dagli altri leader del mondo, riuniti al Palazzo di Vetro per il vertice sugli Obiettivi del Millennio. La certezza, purtroppo, è lo scarso impegno dell’Italia per raggiungere i traguardi entro il 2015, come era stato promesso.

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Bevi l’acqua di casa

“Bevi l’acqua di casa”: è lo slogan della campagna di Altroconsumo per diffondere la cultura dell’acqua del rubinetto e dare un colpo di piccone ai pregiudizi, propagati ad arte, che l’hanno trasformata nella sorella povera e meno sicura di quella in bottiglia. Non è così: l’acqua del rubinetto non è un ripiego più economico, ma una scelta intelligente, che fa anche risparmiare.

Dedicata ai diffidenti
È un peccato non berla. L’acqua che scorre dal rubinetto di casa è generalmente di buona qualità, anche per quanto riguarda gli inquinanti più insidiosi e incriminati, come pesticidi e solventi. Spesso non ha nulla da invidiare all’acqua minerale, come dimostrano i risultati della nostra inchiesta in 35 città.

Dedicata ai disinformati
Prima di consumare soldi inutilmente in acqua in bottiglia o in filtri domestici, informati bene sulla qualità dell’acqua consegnata dal tuo acquedotto: il più delle volte è già adatta, così com’è, all’uso alimentare. Di tutta la famiglia.

Dedicata ai palati esigenti
Non ti piace il sapore dell’acqua di rubinetto? Ricorda che il cloro è un gas: evapora facilmente se l’acqua viene fatta riposare in un una caraffa per qualche minuto prima di berla. Se poi la metti in frigo, perde qualsiasi retrogusto.

Analisi dell’acqua
Ai soci di Altroconsumo è riservata la possibilità di far controllare l’acqua di casa da un laboratorio specializzato in analisi ambientali che effettuerà analisi chimico-fisiche sul campione che gli sarà inviato.

Rispettiamo l’acqua

RISPARMIANDOLA…

– Applichiamo a tutti i rubinetti di casa il frangigetto aereatore che miscela l’aria e riduce il consumo di acqua fino al 60%.

– Doccia o bagno? Farsi il bagno in vasca significa consumare il triplo rispetto ad una doccia. Scegliendo di farsi una doccia ci aiuta a risparmiare fino a circa 30.000 litri di acqua all’anno. Inoltre imparate a chiudere il rubinetto durante l’insaponatura e regolate con cura il flusso: risparmierete anche l’energia per scaldarla.

– Per lavarsi i denti è sufficiente un bicchiere d’acqua. Per radersi non lasciamo il rubinetto aperto, ma riempiamo il lavello con la quantità di acqua necessaria. Questo ci permette di risparmiare fino a 10.000 litri di acqua all’anno.

– Per lavare i piatti non lasciamo il rubinetto aperto, ma riempiamo il lavello con la quantità di acqua necessaria. L’acqua di cottura della pasta è un ottimo sgrassante per le stoviglie: conserviamolo nel lavello e utilizziamo l’acqua corrente per il risciacquo.

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