mangwana.org mangwana.org
fascia
Quanto fa bene una tazza di tè?

Il mercato del tè è in netta ripresa. Non perché, come si sente dire, tè e tisane siano tornate di moda, ma perché in tutto il mondo occidentale la popolazione sta invecchiando molto velocemente. Speriamo che il settore sia capace di affrontare il fenomeno. Sono quattrocento anni che chi controlla il mercato del tè sfrutta regolarmente chi lavora nelle piantagioni, come spiega Roy Moxham nel suo libro Addiction, exploitation and empire. Secondo i dati dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), nel mondo 132 milioni di bambini lavorano come braccianti agricoli, nella maggior parte dei casi proprio nelle piantagioni di tè. Solo con un grande sforzo e una seria riforma del settore l'Ilo riuscirà a raggiungere il suo obiettivo: "Mettere ine alla peggiore forma di lavoro minorile entro il 2016". Per questo la nascita di programmi come l'Ethical tea partnership (Etp, ethicalteapartnership. org) è una notizia positiva. Il programma riunisce alcuni protagonisti del settore (tra cui alcune multinazionali come l'Unilever) che si sono impegnati a promuovere una politica industriale più etica. Nel 2006, primo anno di attività sperimentale, l'Etp ha portato a termine più di 400 azioni per migliorare le condizioni di chi lavora nelle piantagioni. I progressi sono stati fatti sia nel campo della salute e della sicurezza, sia permettendo di creare una rappresentanza sindacale e avviando programmi di sostenibilità ambientale in accordo con i criteri di certiicazione della Rainforest alliance. Peccato, però, che l'Etp non si preoccupi di garantire ai coltivatori un minimo salariale per il loro raccolto. E questo malgrado le assicurazioni di Unilever secondo cui "i prodotti certiicati imporranno al mercato prezzi più alti rispetto a quelli mediamente pagati tuttora all'asta del tè". Le cose non potrebbero andare peggio per chi raccoglie il tè. Oggi per ogni bustina di foglioline paghiamo molto meno di una trentina di anni fa. Nel 1977 con uno stipendio medio si potevano comperare 6.870 bustine di tè, oggi possiamo acquistarne 29.800. I grandi distributori internazionali controllano gran parte del mercato. Fairtrade, una fondazione di commercio equo e solidale, ha scoperto che a volte i raccoglitori di tè sono pagati anche meno di 5 centesimi per ogni chilo di foglie raccolte, e sono lontani da qualunque salario minimo. Secondo Cafedirect, principale distributore di bevande calde equosolidali in Gran Bretagna, in media le foglie di tè dovrebbero essere vendute all'asta a 1,16 sterline al chilo. Invece sono pagate al massimo 81 pence. Certo, se il prezzo all'asta aumentasse crescerebbe anche il costo della nostra bustina di tè (che ci verrebbe a costare qualche decina di centesimi in più). Però l'aumento garantirebbe migliori condizioni ai lavoratori del settore, in tutto il mondo. Per cambiare le cose, comprate solo tè prodotto da aziende certiicate equo e solidali. Se volete una miscela più esclusiva, potete sempre scegliere il tè sfuso. Ormai sono disponibili varie marche equosolidali che vendono tè di gran lunga preferibili alla bevanda tradizionale, dorata, ma poco etica. [Lucy Siegle, The Observer, Gran Bretagna]

Quanta elettricità costa internet?

Non è vero che l'economia sta passando "dall'atomo al bit", come profetizzò Nicholas Negroponte. Tranne in rari casi, l'aumento esponenziale dell'informazione che circola nelle autostrade informatiche stimola anche quello della circolazione di energia, materiali e persone. Così i bit si aggiungono agli atomi, anziché sostituirli. Secondo uno studio di Gerhard Fettweis, docente alla Technische Universität di Dresda, i server che fanno funzionare internet usano 180 miliardi di chilowattora all'anno, l'1 per cento del consumo elettrico mondiale. I consumi dell'infrastruttura di internet e delle reti di telefonia issa e mobile raddoppiano ogni cinque anni e sono ora il 3 per cento del consumo elettrico mondiale. Secondo Fettweis, se ora, tutti i paesi usassero le tecnologie dell'informazione con la stessa intensità dei paesi industriali, il consumo sarebbe del 40 per cento della produzione elettrica mondiale.

Le emissioni di CO2 vanno addebitate alla produzione o al consumo [2]?

Se un pubblicitario sfogliasse il codice dell'authority britannica per il controllo sulla pubblicità (Advertising standards authority), leggerebbe: "I messaggi promozionali devono essere realizzati con senso di responsabilità nei confronti dei consumatori e della società". Peccato che non si dica anche "nei confronti dell'ambiente". Ogni giorno siamo bombardati da quasi tremila messaggi pubblicitari e molti riguardano prodotti dannosi per l'ambiente. Oltre alle solite pubblicità di voli low cost, televisori al plasma e stufette per esterni, ci sono spot che sembrano una presa in giro dell'ambientalismo. Il sito di ClimateDenial.org, creato per "capire le ragioni della negazione del fenomeno dei cambiamenti climatici", raccoglie le segnalazioni più eclatanti inviate dai lettori. L'industria automobilistica è tra le più citate e contestate. In India spicca la pubblicità della Ford Endeavour. Sullo sfondo di un panorama polare in discioglimento, l'enorme 4x4 lascia un'impronta sul ghiaccio ormai diventato fanghiglia. Dietro al mezzo da due tonnellate e sette posti, che in città fa appena 7,5 chilometri con un litro (contro i 22 chilometri al litro dell'utilitaria indiana, la Tata Nano), s'intravedono due orsi bianchi, cioè due esemplari di una specie diventata il simbolo dei danni causati dai cambiamenti climatici. In Gran Bretagna, per la Fiesta Zetec Climate (perché usano la parola "clima" nel nome di certe auto?), la Ford ha scelto un approccio più minimalista, associando l'immagine del veicolo allo slogan "Most people would prefer a hot climate" (molti preferiscono stare al caldo). Evidentemente l'indagine della Ford sulle preferenze dei clienti non ha coinvolto chi vive in regioni già calde e teme l'aumento delle temperature. A quanto pare è una strategia diffusa quella di usare slogan a effetto. Per la Jeep è stato scelto "The end of the world is never nigh" (la fine del mondo non è mai vicina). Compratevi una Jeep e non dovrete preoccuparvi delle previsioni dei portatori di sventura. Il messaggio non è chiaro? Allora guardate la pubblicità della Hyundai, che dice "Greed is good" (l'avidità è giusta), cioè il motto che usa Gordon Gekko, lo squalo dell'alta finanza interpretato da Michael Douglas in Wall Street. I pubblicitari francesi preferiscono l'antropologia o l'etnografia. Uno spot della Citroën recita: "Quando Héyoka tornò nella tribù riunì la sua gente per raccontare cosa aveva visto: la nuova C3 X-TR. Nemmeno gli anziani avevano mai provato un'emozione simile". Nessun riferimento al disperato grido di allarme lanciato dall'Amazzonia. Il gigante francese dell'energia Edf ha scelto le statue dell'isola di Pasqua per il suo messaggio: "Sviluppiamo le energie di domani per le generazioni future". Edf è uno dei più grandi fornitori di energia nucleare al mondo, un dettaglio sottolineato da ClimateDenial: "La civiltà dell'isola di Pasqua è caduta in rovina a causa della deforestazione e della sovrappopolazione. Le statue sono il simbolo della negazione di quella catastrofe. È stupido usarle per promuovere l'energia nucleare". [Leo Hickman, The Guardian, Gran Bretagna]

Le emissioni di CO2 vanno addebitate alla produzione o al consumo [1]?

Attualmente sono attribuite a ciascun paese tutte le emissioni generate entro i suoi confini. È il metodo più semplice, ma non necessariamente il più giusto. Se due paesi si scambiano dei prodotti che provocano emissioni di CO2 molto diverse, per esempio trattori e vaniglia, quello che produce trattori peggiorerà il suo bilancio di CO2 molto più del produttore di vaniglia, anche se le macchine sono state create per il paese della vaniglia e non per quello dei trattori. Così, gli uffici statistici nazionali e l'Ocse hanno cominciato a calcolare le cosiddette emissioni grigie, cioè quelle causate per produrre un bene, e hanno provato ad attribuirle a chi usa quel bene, invece che a chi l'ha prodotto. Per esempio contando insieme le emissioni nazionali e quelle dei prodotti importati ed esportati, nel 2004 le emissioni nette di CO2 dello svizzero medio passano da 6 a 10,7 tonnellate.

Quanto è sano il latte non pastorizzato?

Vicino alla riserva naturale di Pevensey Levels, nell'East Sussex inglese, si trova Longleys farm, un'azienda modello di agricoltura sostenibile e un paradiso di flora e fauna selvatiche. Steve Hook la gestisce insieme al padre Phil, e spiega che Longleys è una delle 120 aziende agrozootecniche britanniche che vendono direttamente il loro latte crudo, cioè non pastorizzato. In Gran Bretagna è vietato vendere il latte crudo perché potrebbe contenere degli agenti patogeni ed essere quindi pericoloso per la salute. I produttori come Hook possono vendere il prodotto fresco solo sul posto, direttamente al pubblico, ai consorzi agrari o consegnandolo a domicilio. "Abbiamo cominciato undici mesi fa. All'inizio vendevamo mezzo litro alla settimana", racconta Steve. "Adesso vendiamo seicento litri alla settimana, e le richieste aumentano. È bastato il passaparola. Portiamo il latte a trecento famiglie di Hailsham". I clienti sono di due tipi, spiega Steve: gli anziani, che vogliono riprovare il sapore intero e intenso del latte che bevevano da ragazzi, prima che fosse introdotta la pastorizzazione, e i giovani e le famiglie che vogliono consumare alimenti sani e naturali, non trasformati industrialmente. Secondo l'associazione statunitense in favore della vendita del latte crudo, Campaign for real milk, la pastorizzazione distrugge le vitamine e i minerali più importanti del latte, privandolo delle proteine che permettono la loro assimilazione da parte dell'organismo umano. Uno studio dei ricercatori dell'università di Londra, pubblicato dal Journal of allergy, asthma and immunology, ha rilevato che i bambini nutriti con latte non pastorizzato rischiano meno allergie degli altri. Inoltre, se i bambini bevessero due bicchieri di latte crudo alla settimana, i rischi di eczemi e di febbri allergiche diminuirebbero del 40 e del 10 per cento: secondo i ricercatori alcuni batteri contenuti in questo latte, che non sono distrutti dalla pastorizzazione, aiutano a rafforzare il sistema immunitario dei bambini ancora in fase di sviluppo. Tuttavia, l'Agenzia britannica per la sicurezza alimentare (Fsa) e altri enti sanitari impongono di applicare sui contenitori del latte crudo delle etichette simili a quelle dei pacchetti delle sigarette con le avvertenze riguardo ai potenziali rischi per la salute. Gran parte degli esperti ammette che il latte crudo è molto più nutriente, ma molti insistono che i rischi legati al suo consumo superano i benefici. Secondo le norme sanitarie britanniche la pastorizzazione, anche se distrugge qualche vitamina, è un processo che permette di eliminare dei batteri pericolosi (e persino mortali), come quelli della listeria, della salmonella e dell'Escherichia coli: "Anche se questi prodotti sono molto richiesti da una nicchia di consumatori, non sono comunque del tutto innocui", dichiara un portavoce della Fsa. "Bambini, persone malate o deboli, donne incinte e anziani sono vulnerabili alle intossicazioni alimentari e non dovrebbero consumare latte o panna non pastorizzati". Il microbiologo in pensione Hugh Pennington, esperto in tossinfezioni alimentari, è d'accordo: "I rischi legati al consumo di latte crudo sono troppo alti". [Hug Wilson, The Guardian, Gran Bretagna]

Le centrali atomiche fanno aumentare il rischio di leucemia?

In Germania l'Ente federale per la protezione dalle radiazioni (Bas) ha pubblicato uno studio secondo cui l'incidenza della leucemia infantile intorno alle 16 centrali nucleari tedesche è due volte più alta che nel resto del paese. Dal 1980 al 2003 sono stati esaminati 1.592 casi: nel raggio di cinque chilometri dalle centrali ne sono stati riscontrati 37 invece dei 17 prevedibili in base allamedia nazionale. Secondo gli studi svolti a Hiroshima e Nagasaki una maggiore esposizione a radiazioni ionizzanti aumenta la frequenza delle leucemie. L'epidemiologa Maria Blettner, autrice dello studio, osserva però che in media le radiazioni intorno alle centrali atomiche sono da mille a diecimila volte più basse di quelle oggi ritenute necessarie per causare la leucemia. Secondo le attuali conoscenze, questo aumento delle leucemie infantili in Germania, non è attribuibile alle radiazioni.

Piantare nuovi alberi riduce l'effetto serra?

Secondo Oliver Rackman, storico dell'ambiente a Cambridge, "piantare nuovi alberi per 'neutralizzare' l'anidride carbonica (CO2) è come bere più acqua per rallentare l'innalzamento dei mari". Anche le principali ong e le più accreditate agenzie di compensazione della CO2 escludono la piantagione di nuovi alberi dalle loro iniziative (myclimate.org). Il motivo è che si tratta di una misura temporanea: quando gli alberi moriranno, saranno decomposti o tagliati e bruciati, gran parte dalla CO2 fissata tornerà nell'atmosfera. Spesso si piantano alberi a crescita rapida, estranei al terreno in cui vengono piantati, che in alcuni casi sottraggono nutrienti e acqua alla flora esistente. A volte si tratta di monocolture che riducono la biodiversità o di progetti che non tengono conto delle esigenze locali. Alcune organizzazioni tengono d'occhio questi progetti per denunciare i più famosi (sinkswatch.org, fern.org).

Pensaci.

Ricicla le buste. Riduci gli sprechi riciclando le buste da lettera, sia grandi sia piccole: basta sbarrare l'indirizzo originale e il francobollo, oppure coprili con un'etichetta adesiva. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Non buttate i preservativi nel gabinetto. Meglio chiuderli in una bustina e gettarli nel cestino o usare quelli totalmente biodegradabili prodotti dall'azienda tedesca Condomi.
[Web site]

Si devono vietare i grossi fuoristrada?

In alcuni paesi ci sono iniziative per limitare o vietare l'uso dei grossi fuoristrada. In Svizzera, per esempio, i "Giovani Verdi" stanno raccogliendo le centomila firme necessarie per indire il referendum che permetterebbe di modificare la costituzione vietando nuove auto troppo pericolose e inquinanti (menschenfreundlicher.ch). Le norme richieste vieterebbero ai nuovi veicoli di superare certi limiti (emissione di 250 g/km di CO2 e 2,5 mg/km di polveri fini, 2.200 kg di peso) e di avere una superficie d'impatto frontale troppo pericolosa per pedoni, ciclisti e occupanti d'altri veicoli. Limiti superati da circa la metà dei grossi fuoristrada in circolazione, a cui verrebbe imposto un limite di velocità di 100 km/h. Unica eccezione: i fuoristrada per agricoltori, silvicoltori e cacciaotori. In Svizzera il 45% degli intervistati in un sondaggio è favorevole a vietare i grossi fuoristrada.

Pensaci.

Prima di stampare pensaci due volte. Ogni giorno negli uffici si consumano 50 fogli di carta a testa. In coda alle tue email scrivi: "Pensaci due volte prima di stampare quasta email". [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Se avete un giardino o anche un piccolo balcone, provate a coltivare qualche ortaggio o delle piante aromatiche. Avrete a disposizione verdura fresca migliorando l'ambiente.
[Web site]

E' meglio rifiutare i quotidiani gratuiti o prenderne tanti e riciclarli?

I giornali gratuiti inquinano la mente, l'ambiente e il mercato. La mente, perchè abituano a una gerarchia perversa delle notizie. L'ambiente, perchè consumano una quantità di risorse sproporzionata all'utilità delle informazioni. Il mercato, perchè evitano la selezione del prezzo, che in teoria dovrebbe far sopravvivere solo quelle merci per le quali la gente è disposta a pagare. Come arginare questo fenomeno? Quando c'è un prezzo, il minore acquisto di una merce segnala un minor gradimento. Ma qui il prezzo non c'è. Prelevare molte copie solo per riciclarle sarebbe interpretato come un aumento di gradimento. Bisognerebbe allora organizzare il prelievo (dai distributori) di migliaia di copie per il solo riciclaggio, dando risalto pubblico all'iniziativa. Ma ciò danneggerebbe (e farebbe protestare) chi apprezza questi giornali.

Pensaci.

No alle miniconfezioni. Evitate di comprare miniconfezioni di biscotti e merendine o comunque prodotti confezionati singolarmente. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Per evitare gli sprechi impegnatevi a bloccare tutta la posta indesiderata (pubblicità, cataloghi di negozi, pubblicazioni gratuite) che ogni giorno arriva nella vostra buca delle lettere.
[Web site]

E' meglio ridurre i gas serra nel proprio paese o all'estero?

In molte nazioni industrializzate alcuni economisti e politici propongono che i paesi ricchi investano per ridurre le emissioni di gas serra soprattutto nei paesi in via di sviluppo invece che a casa propria. Per ogni euro investito - sostengono gli esperti - si possono evitare molti più chili di emissioni di anidride carbonica in quei paesi, perchè hanno tecnologie meno avanzate e sarebbe facile ottenere grandi miglioramenti. Altri pensano invece che sia giusto realizzare ognuno nel proprio paese tutti, o quasi tutti, gli interventi per ridurre i gas a effetto serra. E' vero che alcuni di questi interventi costano decisamente di meno nei paesi in via di sviluppo, ma è anche vero che l'80% delle emissioni di gas serra viene dai paesi più industrializzati e che il livello di emissioni pro capite dei paesi ricchi non si può estendere a tutta l'umanità.

Pensaci.

Viva il latte biologico. Per produrre un litro di latte serve più energia che per un litro di latte biologico. E gran parte di questa energia è usata per i fertilizzanti. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Ci vogliono almeno 50.000 litri d'acqua per produrre un chilo di carne, ma ne bastano 900 per un chilo di grano. Mangiare meno carne fa bene e aiuta a conservare le risorse idriche.
[Web site]

Lo stato deve risarcire i cittadini danneggiati dalle aziende private?

Nel 1957 la casa farmaceutica tedesca Grünenthal mise in vendita un tranquillante (il Contergan) a base di tolidomide. Fu pubblicizzato come il sedativo migliore per le gestanti, senza controindicazioni per la madre e il bambino, atossico anche in dosi eccessive e prolungate. Invece una singola dose bastava a causare gravi malformazioni del feto: nel mondo nacquero diecimila bambini deformi. Quelli ancora vivi sono quasi metà e hanno bisogno di cure intensive, assistenza continua, case e mezzi di trasporto speciali. In Germania ricevono una pensione mensile tra i cento e i cinquecento euro. La Grünenthal è ancora florida. Nessuno fu condannato. Nel 1970 l'azienda se la cavò pagando un risarcimento di centodiecimilioni di marchi (cinquantasei milioni di euro). Altrettanto pagò lo stato. Finiti i soldi versati dalla casa farmaceutica, dal 1997 la modesta pensione dei danneggiati è a carico dei contribuenti tedeschi.

Pensaci.

A Natale ricicla i biglietti d'auguri. Invece di comprarli creali tu, oppure spediscili via email. Puoi rinnovare con etichette adesive decorate quelli dell'anno scorso. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Quando decidete di andare a sciare valutate la possibilità di dividere l'auto con altre persone e di usare mezzi pubblici o il treno invece dell'aereo.
[Web site]

E' utile fare scelte ecologiche se gli altri non le fanno?

Spesso sappiamo quali scelte possono ridurre gli impatti sociali ed ecologici dei nostri comportamenti, ma pensiamo che se poche persone le mettono in atto il loro effetto sarà trascurabile. Fare scelte etiche, però, ci permette non solo di pacificare la nostra coscienza, ma anche di chiedere ad altri di fare altrettanto. Dovendo scegliere tra una grande centrale elettrica a carbone e una eolica, gli elettori dello stato nordamericano del Delaware sembrano orientati a scegliere la seconda. A favorire questo orientamento è stato anche il timore che un terzo del Delaware possa essere allagato dal mare entro cento anni a causa dei cambiamenti climatici imputabili alle emissioni di CO2. Ma se il resto del mondo non ridurrà le sue emissioni di CO2, la scelta eolica degli 800.000 abitanti del Delaware sarà inutile e non riuscirà a cambiare il destino del loro territorio.

Pensaci.

Non sprecare il vino. C'è ancora un po' di vino (bianco o rosso) nella bottiglia ma non ti va di finirlo? Fanne dei cubetti e usali la prossima volta per cucinare. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Se decidete di andare in vacanza in qualche paese in via di sviluppo, fate in modo che i vostri soldi finanzino le comunità locali. Anche la scelta del menù può fare la differenza.
[Web site]

A quanto ammonta il consumo reale di un personaggio virtuale?

Secondo Nick Carr, analista delle tecnologie informatiche, un avatar consuma 1.752 kWh all'anno, cioè la stessa quantità di energia di un cittadino brasiliano (1.884 kWh) e quasi il doppio rispetto a un abitante dei paesi meno industrializzati (1.015 kWh) (web site). L'avatar è un personaggio virtuale, creato da chi partecipa al mondo virtuale di Second Life. Non ha corpo, ma lascia impronte. Secondo Dave Douglas, responsabile ambientale della Sun Microsystems, 1.752 kWh di elettricità generano negli Stati Uniti 1.2 tonnellate di emissioni di CO2: quanto un viaggio di 3.700 km con un SUV o di 6.400 km con una Prius. Carr stima l'elettricità consumata dai 4.000 server della ditta Linden Lab che gestisce Second Life e dai 12.500 computer di tutti gli utenti collegati in un totale di 60.000 kWh al giorno.

Pensaci.

Spegni il microonde. Quando hai smesso di usare il forno a microonde, stacca la spina per spegnerlo del tutto: serve più energia per alimentare l'orologio digitale che per accendere il forno. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

La nostra impronta ecologica sull'ambiente è la quantità di terreno produttivo che serve per sostenere lo stile di vita di ognuno di noi. Per calcolare la vostra impronta andate su myfootprint.org.
[Web site]

Quali sono i materiali migliori per bicchieri e piatti usa e getta?

Una scelta possibile è rappresentata dalle agroplastiche (per esempio il Mater-bi, materbi.com) che sono fabbricate modificando chimicamente i polimeri vegetali come l'amido di mais o di patata. I materiali così ottenuti sono in genere biodegradabili. Una rassegna dei pochi studi che confrontano il loro ciclo di vita con quello delle plastiche derivate dal petrolio conclude che le agroplastiche ottenute dagli amidi vegetali possono ridurre tra il 20 e l'80 per cento il consumo di energia e le emissioni di gas serra rispetto al polietilene ottenuto dal petrolio (chimicaverde.it). Questi ecobilanci però sono rudimentali e incompleti. Basta modificare la scelta dei fattori presi in considerazione per cambiare il risultato finale. In ogni caso, usare più agroplastiche potrebbe essere un incentivo a migliorare la loro tecnologia e a stimolare la realizzazione di ecobilanci più affidabili.

Pensaci.

Viva i fazzoletti di stoffa. Insieme all'inverno arrivano i primi raffreddori. Per ridurre la quantità di carta che consumi ogni giorno, usa i fazzoletti di stoffa, non quelli di carta. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

L'organizzazione mondiale della sanità raccomanda di allattare i neonati per almeno due anni. Non vergognatevi di farlo in pubblico. Allattare fa bene a voi e ai vostri bambini.
[Web site]

C'è un metodo ecologico per riscaldare una fattoria?

A Berdetschlag, un villaggio della foresta boema austriaca incuneato tra la baviera e la Repubblica Ceca, tre piccoli allevatori hanno riunito le loro 150 vacche in una nuova stalla e hanno cominciato a riscaldarla usando il calore del latte. Appena munto, il latte va rapidamente raffreddato per impedire che si deteriori. Il processo richiede l'uso di impianti elettrici di raffreddamento che ne disperdono il calore, generalmente nell'ambiente esterno. Ma perchè sprecare quel calore? Nella stalla di Berdetschlag, il latte appena munto (che è a una temperatura di 35°) passa in uno scambiatore di calore, scalda a 55° 600 litri d'acqua, raccolta poi in un serbatoio della capacità di 3.000 litri. L'acqua calda serve a riscaldare una struttura di circa cento metri quadrati dove si trovano la postazione di mungitura e l'ufficio degli allevatori.

Pensaci.

Spegni il forno. Quando usi il forno della cucina, spegnilo qualche minuto prima della fine della cottura: il cibo continuerà a cuocere per il tempo necessario. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Gli spifferi di porte e finestre disperdono circa il 20% del calore del vostro appartamento. Per evitare di sprecare energia d'inverno, provate a installare i doppi infissi.
[Web site]

Come sposarsi in modo ecologico

Sposarsi può anche essere una bella esperienza. Io e mia moglie Sheba abbiamo celebrato le nozze all'aperto, nel Dorset. Lei voleva sposarsi con il tradizionale abito bianco immacolato stile meringa. Ma le ho ricordato che il poliestere con cui sono fatti molti abiti da sposa è un prodotto dell'industria petrolchimica e non è biodegradabile, mentre per poter dipanare la seta dai bozzoli, i bachi sono praticamente bolliti vivi o fatti fuori con scariche elettriche. Le ho spiegato in tutta franchezza che non avrei mai potuto sposare una donna disposta a indossare un abito fabbricato torturando poveri vermi innocenti. Per fortuna ha accettato di venirmi incontro. Così si è presentata alla cerimonia con un abito bianco fatto di fibre naturali di bambù. Lo hanno fabbricato i meravigliosi sarti della boutique bamboosa.com, secondo cui il bambù è la "risorsa più sostenibile esistente in natura, perchè si coltiva senza usare pesticidi o altre sostanze chimiche ed è biodegradabile al 100 per cento". Dopo la cerimonia, lo abbiamo riciclato inviandolo - via nave - a un rifugio di panda nella Cina occidentale, dove è stato servito come cena al panda Ziyi e ai suoi quattro cuccioli. Al posto del riso o dei coriandoli io e mia moglie abbiamo usato semi di acero montano. Bouquet e addobbi floreali erano fatti con semplici ciuffi d'erba intrecciati e annodati con fili di paglia. Dopo la cerimonia, abbiamo rispettato il rituale lancio del bouquet un po' a modo nostro, e abbiamo depositato il mazzolino nuziale sul mucchio della "composta" di un amico. Mescolandosi agli altri rifiuti organici si decomporrà fino a formare un ottimo concime naturale. Ogni anno in Gran Bretagna si celebrano 300mila matrimoni: circa 100mila abiti da sposo e da sposa sono importati dall'estero e sono responsabili dell'emissione di 140 tonnellate di CO2. L'organizzazione non governativa Climate Care ha calcolato che in media ogni matrimonio comporta l'emissione di circa 14,5 tonnellate di CO2. Il che equivale a emettere in un solo giorno più anidride carbonica di quanta ne produca mediamente un individuo in un anno intero. Gli abiti, lo spostamento di amici e parenti, i preparativi e il banchetto esigono tutti il loro pesante tributo dal pianeta. Ma esistono anche modi piè ecologici per sposarsi. Per esempio invece di regalare alla vostra futura sposa un costoso anello con un diamante estratto dalle miniere africane, compratele un gioiello in metallo con un diamante sintetico. In gioiellerie ecologiche come greenkarat.com ci sono delle pietre bellissime. Per le fedi potete scegliere un'alternativa ancora migliore. Fatele fare in pietra o in legno: se per caso il matrimonio dovesse finire potrete sempre riciclarle. Infine, la parte meno ecologica dei matromoni tradizionali è il viaggio di nozze. I voli aerei sono tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici che ci stanno portando verso un futuro di alluvioni, siccità e calure estive insostenibili. [Ethan Greenhart - Spiked]

Consumare meno permette di vivere meglio?

Si, sostiene il Center for a new american dream (Centro per un nuovo sogno americano: newdream.org). More fun, less stuff! (più divertimento, meno oggetti!) è il motto dell'organizzazione che esorta i cittadini statunitensi ad assicurarsi una quantità maggiore delle cose che contano davvero: più tempo, più natura, più giustizia, più divertimento. Tra i sostenitori del centro ci sono il premio Nobel per la pace Al Gore, l'attrice Meryl Streep e Robert Reich, ex responsabile del dipartimento del lavoro statunitense. il nome dell'organizzazione è ambiziosa: il Cnad aspira a modificare il mito del "sogno americano", secondo cui la prosperità di ogni cittadino statunitense dipende solo dal suo talento e dal duro lavoro, non da una rigida strututra di classe. La missione del centro è "aiutare gli americani a consumare in modo responsabile per proteggere l'ambiente, migliorare la qualità di vita e promuovere la giustizia sociale".

Pensaci.

Cena a lume di candela. Il risparmio di energia è un'ottima scusa per spegnere la luce e cenare romanticamente a lume di candela, possibilemente di cera d'api. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Lo strato di ghiaccio nel freezer non deve mai superare il mezzo centimetro. Sbrinatelo spesso e tenete la temperatura interna del frigo tra i 3 e i 5 gradi con l'aiuto di un termometro speciale.
[Web site]

E' possibile organizzarsi per rendere meno dannoso il proprio sistema di vita e di consumo?

Al progetto Cambieresti? (consumi, ambiente, stili di vita) del comune di Venezia hanno aderito nel 2005 mille famiglie (cambieresti.net). Grazie anche all'esperienza dei Bilanci di giustizia (bilancidigiustizia.it) le famiglie hanno analizzato, e in parte cambiato, le loro scelte quotidiane. Una volta al mese un membro di ogni famiglia ha partecipato alle riunioni di uno dei cinquanta gruppi sparsi per la città e animati da nove facilitatori. Una guida dettagliata descrive undici ambiti in cui le famiglie hanno modificato le loro abitudini. Il progetto, seguito sottoponendo alle famiglie alcuni questionari, è descritto nell'opuscolo e nel DVD Cambieresti? (Terre di mezzo 2006). Una decina di altre città, tra cui Biella, Piacenza, Firenze, Verona e Torino, hanno avviato o stanno vagliando progetti simili. cambieresti@comune.venezia.it

Pensaci.

Puliti ma verdi. Dal dentifricio al rossetto, quanti prodotti usi ogni giorno per la cura e la pulizia del corpo? Forse puoi ridurli, per difendere l'ambiente e risparmiare soldi. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

I capi colorati non hanno quasi bisogno di essere lavati a temperature superiori ai 40°. Un lavaggio a 60° consuma il 30% di energia in più e danneggia i colori dei tessuti.
[Web site]

E' bene stimolare artificialmente gli oceani ad assorbire più CO2?

L'azienda californiana Planktos (planktos.com) lancerà nel 2007 un "ecorisanamento oceanico", seminando 80 tonnellate di polvere di ferro su diecimila chilometri quadrati di oceano Pacifico, a ovest delle Galapagos. "Proprio come fa madre natura" secondo Planktos, la semina di polvere di ferro "stimolerà una grossa produzione di plancton che assorbirà molta anidride carbonica (CO2), nutrirà banchi di pesce in declino, frenerà l'acidità degli oceani. Inoltre produrrà crediti di carbonio" vendibili sui mercati di scambio delle emissioni di CO2 previsti dal protocollo di Kyoto. Definita dal suo sito web "leader mondiale di ecorisanamento", e da altri "pirata del clima", Planktos ha suscitato molte reazioni negative. Secondo i critici, gran parte della CO2 eventualmente assorbita tornerebbe nell'atmosfera in pochi mesi e nessuno può valutare quanto ne resterebbe intrappolata nell'oceano.

Pensaci.

Compra frutta e verdura di stagione. Anche quando il cielo è grigio e il tempo è umido al mercato si trovano prodotti gustosi come cavolini di Bruxelles, cavolfiori, pere e mele cotogne. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Se volete fare beneficenza, è meglio fare un piano delle organizzazioni che avete scelto di sostenere e seguirlo scrupolosamente, invece di dare soldi senza criterio.
[Web site]

Bisogna vietare i funghi riscaldanti?

Sui marciapiedi di Berlino sono già cinquemila. A Stoccarda invece sono stati vietati "per motivi estetici". Sono i funghi riscaldanti, sorta di abatjour termici da marciapiede che permettono a bar e ristoranti di far accomodare i clienti all'aperto anche d'inverno. Basta che un locale ne installi uno e poco dopo gli altri lo imitano. I funghi riscaldanti bruciano propano, emettendo 3,5 chili di anidride carbonica (CO2) l'ora, l'equivalente di un tragitto di 25 chilometri in autostrada percorso con un'automobile di piccola cilindrata. Secondo alcuni calcoli, quelli di Berlino emettono 20mila tonnellate di CO2 l'anno. Proprio quando si cerca di abbattere i consumi di carburanti fossili diminuendo le perdite di calore dagli edifici, è curioso vedere questi funghi che riscaldano l'aria aperta. In diverse città aumentano le pressioni per vietarli. A Berlino un ristoratore pentito li ha smontati, sostituendoli con delle coperte.

Si possono compensare le proprie emissioni di CO2?

Molte organizzazioni vendono a persone, aziende e istituzioni certificati di compensazione delle loro emissioni di CO2 (www.climatecare.org, www.climateneutralgroup.com). In questo modo è possibile compensare singole attività, per esempio viaggi, riscaldamento, elettricità, oppure tutte le emissioni di un anno. L'organizzazione calcola le emissioni, consegna un certificato e riceve una somma corrispondente che serve a finanziare nuovi impianti funzionanti con energie rinnovabili o più efficienti dal punto di vista energetico. O a piantare alberi. Le organizzazioni più serie escludono quest'ultima soluzione o la praticano in misura minima. Si tratta infatti di una misura temporanea, perchè dopo alcuni decenni gran parte della CO2 fissata dagli alberi torna nell'atmosfera. Inoltre, piantare alberi può rivelarsi inefficace o anche controproducente.

Pensaci.

Chiudi il frigo. Cerca di aprire il frigorifero il meno possibile. Per ogni minuto che lo sportello resta aperto, servono tre minuti per tornare alla giusta temperatura. [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Quando organizzate un barbecue, usate legna o carbonella ed evitate le bricchette. Queste mattonelle di carbone contengono sostanze a base di petrolio, che inquinano e rovinano il cibo.
[Web site]

Si possono calcolare in denaro tutti i danni ambientali?

Secondo il viceministro cinese per la protezione ambientale, i danni ambientali in Cina ammontavano nel 2004 al 10-13 per cento del prodotto interno lordo, cioè a più del tasso di crescita annua del PIL nazionale. Visti questi dati, il governo ha bloccato la pubblicazione dei dati sul 2005 e ha congelato il programma per un cosiddetto PIL VERDE, in corso da tre anni in dieci province. Il direttore dell'ufficio statistico nazionale sostiene che è tecnicamente impossibile calcolare un PIL VERDE scientificamente fondato e che nessun paese lo ha ancora formulato. Il problema non è tecnico, ma filosofico e politico. La perdita di beni pubblici, tra cui quelli ambientali, riguarda il patrimonio che nella contabilità nazionale non ha valore monetario. Per questo, un eventuale PIL VERDE dovrebbe assegnare valori monetari fittizi e arbitrari ai beni ambientali.

Pensaci.

Puoi ripararlo? Dai vestiti alle scarpe, dai mobili agli elettrodomestici, prima di buttare un oggetto, chiediti se puoi ripararlo o adattarlo. E' perfino meglio che riciclarlo! [www.foe.co.uk]

  I consigli di Leo Hickman

Se dovete eliminare i rifiuti del giardino, rivolgetevi al comune, anche se il servizio è a pagamento. Se invece siete costretti a bruciarli, chiedete prima il permesso ai vicini.
[Web site]